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Mancano le coperture Figuraccia su dl Rilancio

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Mancano le coperture, la discussione alla Camera dei deputati del tanto contestato dl Rilancio rischia di concludersi con un ritorno alla Commissione bilancio di Montecitorio proprio per verificare nuovamente la disponibilità ad affrontare le varie problematiche sul tavolo delle trattative.

Iniziata intorno alle 10 di stamani, la seduta è stata interrotta per riprendere poco dopo le ore 15. Lo scopo sarebbe quello di arrivare ad una votazione del testo entro l’8 di luglio, quando dovrebbe essere il turno del Senato. Tuttavia solo alla conclusione del voto procedurale previsto si saprà se sarà necessario un ritorno in Commissione. Mancano in effetti coperture per circa 100 milioni di euro: a rischiare maggiormente di essere escluse le misure previste per il Mezzogiorno e per quelle regioni colpite dal sisma negli anni 2016 e 2017 (credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo) e quelle relative alla sospensione dei mutui delle Regioni speciali.

Duro l’attacco delle opposizioni. “Improvvisati allo sbaraglio. Il governo non sa neanche i soldi che andranno spesi. Il dl Rilancio doveva essere discusso oggi in aula alla Camera ma molto probabilmente tornerà in commissione perchè mancano le coperture. Un buco di 100 milioni che questo esecutivo di improvvisati non sa dove andare a prendere”, attaccano i capigruppo della Lega in Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, come riportato da AdnKronos. “Sciatto, in ritardo, mal scritto e pensato peggio. Il dl Rilancio è questo. Così mentre migliaia di attività non hanno riaperto e le famiglie non hanno i soldi per fare la spesa dopo 3 mesi senza lavoro e senza stipendi, il governo perde tempo e sbaglia i conti. Vergogna”, concludono i rappresentanti del Carroccio.

“Chi non capisce la sua scrittura è un asino di natura. Il governo continua a emanare provvedimenti ingestibili, con lo svantaggio di non riuscire a gestirli”, affonda Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega. “Abbiamo più volte criticato questo modo di fare del Governo, che per far contente tutte le componenti di maggioranza trasforma in enormi decreti ‘omnibus’ tutti i provvedimenti di gestione dell’emergenza. Per dare a ognuno la propria quota di marchette, si disperdono risorse, si ritardano i tempi, e si rende impossibile una analisi approfondita”.

Per quanto riguarda la concreta possibilità del ritorno in Commissione del decreto, il senatore vede la degna conclusione di un provvedimento nato in modo confusionario. “Nonostante una gestione impeccabile da parte del Presidente Borghi, l’incapacità dei sottosegretari di gestire il pallottoliere degli emendamenti ha lasciato il provvedimento senza copertura per oltre 100 milioni. Il problema non è tecnico, in questo caso, ma politico. Gli uffici della Ragioneria sono essi stessi travolti dall’arroganza e dall’incompetenza di una compagine di governo che invece di stabilire un rapporto costruttivo con l’opposizione la denigra, attribuendole la responsabilità di ritardi che sono esclusivamente dovuti all’incapacità della maggioranza”. Dinanzi ad una situazione del genere, annuncia Bagnai, il Carroccio si defilerà dall’appoggiare a scatola chiusa lo scostamento di bilancio.

“Ci sono due profili che preoccupano del decreto Rilancio. Il primo è senza dubbio il ‘quantum’, 55 miliardi insufficienti rispetto alle esigenze del Paese. E un altro è il ‘come’. E’ un provvedimento che rispecchia la mancanza di visione del governo, e di individuare le priorità”, attacca invece la deputata di FdI Ylenja Lucaselli. La relatrice di minoranza del decreto Rilancio non le manda a dire. “Ci chiediamo come sia possibile mettere in campo un investimento per i monopattini elettrici e non per un intervento sull’Irpef. Ci chiediamo come non si sia affrontato il tema del cuneo fiscale. Questi obiettivi avrebbero potuto contribuire a migliorare le condizioni di quel ceto medio gravemente colpito dalla crisi”, ha affondato ancora una volta nel suo intervento a Montecitorio durante le discussioni sul Dl.

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