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L’Imam di Milano sta con Silvia: “Offesa perché l’islam non piace”

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L’imam di Milano è convinto che Silvia Romano stia pagando in termini di reazioni la scelta della confessione religiosa musulmana.

La veste verde con cui la giovane cooperante ha fatto ritorno in Italia è soltanto uno degli elementi che stanno alimentando la discussione pubblica. In queste ore, ci si sofferma più che altro sul tema del riscatto. La cifra deve ancora essere confermata, ma anche l’Unione europea ha iniziato a sollevare qualche perplessità sull’operazione di rilascio che ha coinvolto l’Italia. Il focus selezionato dall’imam milanese, invece, è un altro: la Romano starebbe scontando il fatto di essersi convertita ad una religione “che non piace”. Questo, in estremi sintesi, è il parere di Mahmoud Asfa, il vertice della Casa della cultura musulmana di via Padova, principale realtà milanese. Silvia, a suo dire, paga la “conversione a una religione che non piace. L’Islam è una religione di pace che non ha nulla a che vedere con qualche gruppo terroristico e che viene tirata in ballo da qualche area politica che per accaparrarsi voti una volta fa leva sulla paura, un’altra volta strumentalizza gli immigrati”.

Da quando Silvia è tornata, il dibattito attorno alla sua conversione ha interessato le cronache nazionali. Tra gli esperti che hanno voluto dire la loro, vale la pena citare l’islamologo Paolo Branca, che a IlGiornale.it ha anche dichiarato quanto segue: “In situazioni di grave privazione della libertà, qualsiasi suono, immagine e persino odore possono diventare ossessivi o consolatori. Molta letteratura araba moderna concentrazionaria lo testimonia ampiamente”. Silvia potrebbe essersi rifugiata nell’islam a causa delle possibili vessazioni subite? Domande che per ora restano abbastanza irrisolte.

Per l’imam di Milano, l’opzione religiosa della Romano va rispettata in quanto elemento puramente privato: “La questione della conversione è una cosa personale che riguarda Silvia, in un Paese civile e democratico come l’Italia – ha dichiarato Mahmoud Asfa – è una scelta che va rispettata. Non capisco perché rivolgere questi insulti a chi per mesi ha vissuto sofferenze e dolori, perché invece di essere accolta con affetto lei debba pagare questa scelta o costrizione”. Ma la figura religiosa che opera nel milanese non si è limitata solo a questa riflessione.

Sui social network si è scatenata la bagarre. A Mhamoud Asfa non piacciono i toni di certi interventi: “A chi ricopre di insulti vergognosi una ragazza che è andata in Africa a fare del bene invito a leggere la Costituzione, tra le più belle al mondo, dove si parla di libertà di culto e di espressione”. Questa ed altre dichiarazioni sono state riportate dall’Adnkronos. Silvia Romano sarebbe dunque ingiustamente attaccata. Il passaggio più rilevante è forse quello in cui Asfa svela come, dal suo punto di vista, Silvia Romano, convertendosi ad una religione “che non piace”, sia divenuta una “vittima” dei “fanatici”. Quelli che “che dicono che deve essere arrestata, che sostengono che va rispedita in Africa dimenticando che è italiana”.

L’imam di Milano ha invitato a denunciare le persone che si esprimono attraverso le argomentazioni rimarcate nei confronti di Silvia Romano.

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