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La lotta contro il fuoco nella Roma di Nerone

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Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore HarperCollins, un estratto del nuovo saggio di Alberto Angela che si intitola “L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio (pagg. 352, euro 18,50). È il primo volume di una trilogia dedicata all’epoca neroniana.

Torniamo ora ai nostri due vigiles, che continuano la ronda di formazione della giovane recluta.

Vindex e Saturninus abbandonano il rumoroso portico della Finanza, e proseguono il loro cammino verso il Circo Massimo. Sulla loro destra, tra i caseggiati, scorgono un parapiglia. Soprattutto un dettaglio provoca un tuffo al cuore di Vindex, una spessa colonna di fumo grigio che si alza dalla base di un edificio. Entrambi scattano e corrono a perdifiato. Saturninus è agile, ma ha tanta confusione in testa. E ha paura: cosa dovrà fare, adesso? Vindex è come un toro che sta caricando, ha già travolto due ambulanti, che sono stramazzati a terra. Nel suo avanzare non vede nessuno. Correndo, tira fuori un fischietto e inizia a soffiare a pieni polmoni. Anche Saturninus libera il campanaccio che porta alla cinta. Il loro arrivo è segnalato da questi due suoni, un tintinnio cadenzato a ogni passo e una serie di brevi e potenti fischi. Sono l’equivalente antico delle sirene dei pompieri…

Dopo poche decine di secondi i due vigiles sono sul posto. Il fumo esce dal piano sotterraneo di un edificio. Con loro sorpresa, dall’ingresso escono uomini e donne nudi. Alcune donne hanno i capelli rossi, altre azzurri… Sono delle prostitute. Entrambi capiscono che quello che sta andando a fuoco è un… lupanare. Non c’è da stupirsi, il porto è vicino, e così il mercato. È pieno di potenziali clienti. In pochi secondi Vindex valuta la situazione: capisce dal colore e dall’odore del fumo che a bruciare è del materiale vegetale, probabilmente non legno, e grazie alla propria esperienza intuisce di cosa possa trattarsi. Così urla a Saturninus di bagnare al volo il fazzoletto d’ordinanza nella fontana accanto, legarselo sul viso e seguirlo di corsa.

I due penetrano negli ambienti sotterranei. Sono pieni di fumo e il ragazzo inizia a tossire. Vindex sembra essere sparito. Le lucerne che dondolano appese al soffitto o che sono poggiate sui davanzali rischiarano qua e là un’aria pesante, simili a stelle in un cielo nebbioso. Sulle pareti tutt’attorno a Saturninus ci sono rappresentazioni erotiche dipinte in quadretti, e poi tante piccole stanze: scostando la tenda che funge da porta si scorge un bancone in muratura con sopra un pagliericcio per gli amplessi. Ovunque ci sono tracce di una fuga precipitosa: per terra si cammina su vestiti, sandali, coperte. Finalmente Saturninus trova Vindex: vede solo il suo volto coperto dal fazzoletto, illuminato nel fumo dal bagliore delle fiamme. Ha individuato l’incendio e sta lottando contro il tempo perché le fiamme non si diffondano.

A prendere fuoco è stato uno dei pagliericci sudici su cui fanno sesso le prostitute. Quasi certamente ci è caduta sopra una lucerna, magari durante un rapporto con un cliente. Il materasso è riempito con foglie secche e paglia. Una torcia pronta all’uso… L’olio ha fatto il resto. Con una tenda strappata Vindex sta cercando di soffocare le fiamme. Ordina a Saturninus di andare in fondo al corridoio, dove, dalle ronde precedenti, ricorda di aver visto un orcio d’acqua che le prostitute usano per le abluzioni. Il giovane lo trova. Non è enorme, così riesce a sollevarlo e a portarlo da Vindex. Con gesti calcolati e precisi, quest’ultimo scarica il contenitore sul pagliericcio, sollevando ancora più fumo ma anche spegnendo le fiamme in alcuni punti. L’aria è diventata irrespirabile. Il focolaio si è ridotto, proprio come voleva Vindex, che ora riesce a prendere il materasso da un lato e a rigirarlo sul bancone, soffocando per un attimo il fuoco. Poi, a un suo ordine, lui e Saturninus lo tirano su e lo trascinano nel corridoio, verso l’uscita.

In pochi secondi Saturninus vede il chiarore dell’ingresso e, con un ultimo sforzo, esce per primo, seguito da Vindex, che lancia il pagliericcio in strada, lontano da qualunque esca possa far ripartire l’incendio. Tutt’attorno la folla è pietrificata e senza parole. I due rientrano subito nell’edificio per spegnere eventuali altre fiamme. Ma tutto sembra tranquillo. Rovistando con gli stivali nella stanza dell’incendio, controllano che non ci sia più traccia del fuoco, né di tizzoni che possano riaccendersi. È andata bene, questa volta. La velocità dell’intervento ha salvato la situazione. Sottolineando quanto prontezza di riflessi e prestanza fisica siano ancora le migliori armi in un’epoca in cui non esiste la tecnologia dei nostri giorni. Per Saturninus è letteralmente il battesimo del fuoco. Vindex lo guarda sorridente e con la sua grande mano lo stringe sulla nuca.

© 2020 HarperCollins Italia S.p.A., Milano

© 2020 Rai Com S.p.A., Rai Libri, Via Umberto Novaro, 18 – 00195 Roma

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