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I messaggi, poi il sesso: così la prof di 53 anni ​ha ingannato la 16enne

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Una professoressa d’italiano, di ruolo presso un istituto tecnico alle porte di Roma, è stata arrestata dai carabinieri per aver intrattenuto una relazione sessuale con un’alunna minorenne. La donna, di 53anni, è stata rintracciata presso la sua abitazione e sottoposta a regime di domiciliari nella giornata di sabato 1 agosto 2020.

La vicenda

Le lusinghe reiterate, i complimenti e le carezze. Alessandra, una brillante studentessa 16enne delle superiori, non avrebbe mai immaginato che quelle attestazioni di stima e affetto, elargite a tutto spiano dalla sua professoressa d’italiano, fossero il preludio di un incubo. Eppure, nel giro di pochi mesi, viene risucchiata suo malgrado in vortice turpido e devastante riuscirà a rinsavire solo a fatica. Tutto comincia verso la metà dello scorso anno scolastico. La ragazzina finisce nel mirino dell’insegnante che loda spesso, talvolta con eccessiva replica, i suoi innumerevoli talenti. Le due condividono un amore viscerale per l’arte e, al termine delle lezioni, sono solite soffermarsi a chiacchierare fuori dall’aula. Alessandra si fida di quell’adulta, non ha motivo alcun motivo per sospettare delle sue attenzioni. Col passare dei giorni, la loro relazione si intensifica, diventa intima. Cominciano a frequentarsi fuori dall’orario lezioni, a trascorrere molto tempo assieme. Troppo. A quel punto, la sedicenne si accorge che la donna seguita ben altre intenzioni, tutt’altro che amorevoli e innocenti nei suoi riguardi. Prova a desistere, cerca di prendere le distanze, ma è troppo tardi. Durante la scorsa estate, a relazione già avviata, la ragazzina trascorre qualche settimana a casa dell’insegnate, un casolare nelle Marche. I genitori dell’adolescente sono scettici, perplessi. Tuttavia, la propria figlia li rassicura: dice loro che studieranno e approfondiranno gli argomenti di interesse comune. Alla fine, si convincono e la lasciano partire. Per Alessandra è l’inzio di un incubo ad occhi aperti.

La confessione

Al rientro dal breve soggiorno, Alessandra non è più la stessa. E’ schiva, sfuggente e silenziosa. Un comportamento insolito per un’adolescente piena di vita e sprizzante vitalità da tutti i pori. I familiari notano il cambiamento, s’insospettiscono e chiedono spiegazioni. Dopo aver provato a ritrarsi, la giovane cede alla sofferenza e vuota il sacco. Racconta di aver avuto una relazione sessuale con la professoressa, di essere finita in una trappola senza neanche renderse conto. Mostra ad entrambi gli sms della donna, quelli in cui le fa promettere di ”mantenere la segretezza sulla vicenda”, riferisce loro del corteggiamento e di tutte le lusinge ricevute tra i banchi di scuola. Subito dopo aver accolto il racconto della figlia disperata, i genitori decidono di denunciare i fatti ai carabinieri.

Abusi sessuali su minore

Dopo qualche mese e dopo un’audizione protetta della minorenne, i carabinieri depositano un’informativa che convince il pm di Roma Stefano Pizza a chiedere i domiciliari per la professoressa. Stando a quanto riporta La Repubblica, nella giornata di sabato 1 agosto, l’insegnante è stata rintracciata presso la sua abitazione marchigiana. I militari hanno sequestrato il suo cellulare: il sospetto è che ci siano altre studentesse che sono cadute in quella stessa trappola, che quello usato con Alessandra fosse un canovaccio andato in scena già altre volte. La donna, 53 anni, dovrà rispondere del reato di abusi sessuali su minore.

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